Dott.ssa Tamara Ciccioli

Super dieta e non super food

Pills

Negli ultimi anni in Italia si è registrata una forte crescita del mercato degli integratori alimentari, degli alimenti fortificati e dei cosiddetti super food (bacche di Goji, di Acaì, Noni ecc..).

Ciò in risposta ai bisogni dei consumatori che secondo le indagini di FederSalus (associazione che rappresenta 240 aziende nazionali ed multinazionali della filiera degli integratori alimentari), vanno dal tono, rinforzo ed energia, alla gestione di situazioni specifiche (disturbi gastro-intestinali, delle vie urinarie o genitali femminili ecc..), alla prevenzione principalmente nell’ambito cardiovascolare ed osteoarticolare e alla promozione del benessere.

Il successo di tali prodotti tra la popolazione sana ha diverse motivazioni tra cui:

  • il fatto che vengono considerati prodotti “naturali”
  • la loro facilità di acquisto ( in farmacie e parafarmacie, negli iper- e supermercati, nelle erboristerie e online)
  • la mancata conoscenza o la sottostima degli effetti collaterali
  • la convinzione della loro presunta valenza salutistica nel promuovere il benessere generale, nel ritardare l’invecchiamento e nel prevenire patologie quali le malattie cronico-degenerative (malattie cardiovascolari, tumori, demenza senile..)

Questo trend in ascesa fa conquistare all’Italia il primato in Europa sul consumo di integratori con il 20% di circa 12 miliardi di consumi nel 2016.

A fronte del legittimo entusiasmo dei produttori per un mercato in continua crescita, le evidenze scientifiche sugli integratori alimentari vanno in tutt’altra direzione: infatti in realtà non c’è alcuna evidenza scientifica che documenti il beneficio dovuto all’assunzione di integratori alimentari nelle persone che non ne hanno una reale carenza e la maggior parte dei trial controllati randomizzati sugli integratori di vitamine e minerali non ha dimostrato chiari benefici per la prevenzione di patologie croniche non correlate a specifiche carenze nutrizionali.

In particolare le evidenze sono insufficienti per valutare il profilo rischio-beneficio di integratori singoli o multipli per la prevenzione di malattie cardiovascolari e neoplasie.

Di conseguenza negli adulti in buona salute, l’integrazione di supplementi multivitaminici e multimineralici non è raccomandata. Semmai l’assunzione di specifici integratori può essere raccomandata in determinate fasi della vita, ed in sottogruppi a rischio nei quali il fabbisogno nutrizionale può non essere soddisfatto attraverso la sola dieta.

Inoltre, alcuni supplementi vitaminici come beta-carotene, vitamina E e vitamina A, sono generalmente controindicati, in particolare se viene superata la dose giornaliera raccomandata – Racommended Daily Allowance (RDA), in quanto trial randomizzati che hanno svolto sperimentazioni su decine di migliaia di soggetti, hanno dimostrato che tali supplementi aumentano la mortalità per alcune neoplasie e l’insorgenza di ictus emorragico.

Alcuni integratori possono essere infatti addirittura nocivi se assunti quando non effettivamente necessari e/o in dosi eccessive o per tempi prolungati.

L’eccesso di vitamine liposolubili (A, E, D, K) ad esempio può dare effetti tossici e persino aumentare il rischio di mortalità per alcuni tumori.

Gli integratori di vitamina A possono avere effetti epatotossici provocando danni al fegato e teratogeni (danni al feto durante lo sviluppo provocando aborti e malformazioni); l’uso di beta-carotene da parte dei fumatori di tabacco può aumentare il rischio di cancro al polmone, la vitamina D può aumentare il rischio di ipercalcemia e calcoli renali.

Anche l’eccesso o l’uso improprio di vitamine idrosolubili può contrariamente a quello che si pensa avere effetti negativi sull’organismo.

La tanto utilizzata vitamina C ad esempio se assunta in eccesso può diventare addirittura pro-ossidante causando danni ai lipidi delle membrane cellulari e una riduzione del Glutatione ridotto (GSH), il principale sistema antiossidante presente nelle nostre cellule con molteplici funzioni di difesa.

Inoltre, dosaggi elevati di vitamina C aumentano l’escrezione di ossalati con le urine portando alla possibile formazione di calcoli di ossalato; diminuiscono la solubilità dell’acido urico con conseguente possibile aumento dell’uricemia e possono anche ridurre i livelli della vitamina B12 e del rame.

Sono possibili anche numerose interazioni farmacologiche e reazioni allergiche: gli integratori alimentari possono infatti influire sull’assorbimento, il metabolismo, la biodisponibilità e l’escrezione di un farmaco, possono renderlo inefficace, potenziarne la tossicità o un particolare effetto collaterale o creare effetti indesiderati anche gravi.

Alcuni esempi:

  • Gli integratori di potassio possono interferire con i farmaci utilizzati per i disturbi cardiovascolari (ACE-inibitori e diuretici) causando battito cardiaco irregolare o accelerato e palpitazioni.
  • L’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum L.) e la Senna (Cassia angustifoliaVahl) possono ridurre l’azione e la quantità della digossina (glicoside digitalico utilizzato per aumentare la forza di contrazione delle fibre miocardiche).
  • L’Iperico essendo un induttore degli enzimi epatici, può ridurre la concentrazione nel sangue anche di altri farmaci quali le statine (lovastatina) e il sildenafil, principio attivo contenuto nel Viagra e nei farmaci per l’ipertensione polmonare.
  • La vitamina K può interferire con l’azione anticoagulante di farmaci come il warfarin rendendoli meno efficaci mentre al contrario il Ginseng, il Ginkgo biloba, gli integratori di aglio, di zenzero e la glucosammina, possono aumentare il rischio di sanguinamento legato all’uso degli anticoagulanti. Anche il succo di mirtillo e gli integratori a base di mirtillo possono modificare gli effetti del warfarin.
  • Gli integratori di rosa canina possono interferire con i farmaci antiacidi (contengono alluminio e l’interazione con i componenti della rosa canina ne può aumentare l’assorbimento con effetti dannosi per l’organismo), con le terapie farmacologiche a base di estrogeni e con l’assunzione dei farmaci antidepressivi contenenti Litio, del quale la vitamina C contenuta nella rosa canina può rallentare lo smaltimento, dando possibile tossicità. Inoltre nei soggetti sensibili e nelle persone con allergia al nichel la rosa canina può determinare reazioni allergiche.
  • Gli integratori contenenti caffeina possono aumentare la probabilità di effetti collaterali dei farmaci broncodilatatori (teofillina, salbumatolo) o potenziare l’effetto di alcuni stimolanti quali il metilfenidato.

A completare il quadro l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sottolinea che le prove dell’efficacia antitumorale degli integratori alimentari sono ancora troppo deboli per raccomandarne l’uso ed esclude tale pratica dal Codice Europeo contro il cancro, affermando che l’unica forma di prevenzione dei tumori ad oggi consiste solo in una dieta equilibrata unita ad uno stile di vita complessivamente sano.

Nonostante ciò, l’eccessivo uso degli integratori multivitaminici e/o dei super food da parte dei soggetti sani è più che mai in aumento, anche perché sicuramente in gran parte fondato su basi psicologiche consistenti nel fatto che spesso si cerca in una “pillola” la salvezza da una dieta fatta male e questo lo sa bene l’industria, che è molto brava nel costruire delle aspettative di performance del prodotto.

In un periodo storico mai come questo dominato dal caos informativo, basato su click, commenti istantanei e titoli sensazionalistici che promettono scoperte miracolose, regnano sovrane le strategie comunicative di alcuni settori dell’industria alimentare, che promuovono prodotti poco salutari con campagne pubblicitarie ingannevoli.

Il tema del “sano” funziona infatti da scorciatoia mentale per il consumatore il quale associa determinate frasi che pubblicizzano l’integratore, ad una migliore performatività del prodotto sul piano della conquista del benessere e preferisce l’illusione di aver fatto il proprio dovere nei confronti della propria salute attraverso una via più semplice e sbrigativa anziché impegnarsi a cambiare il proprio stile di vita.

Tutto ciò ovviamente non dà alcun risultato se non quello di arricchire i produttori di integratori alimentari. Non è possibile infatti pensare che prendere una pillola di integratore o qualche bacca di super food alla fine di un pasto costituito da un mix di “cibo spazzatura”, possa annullarne gli effetti deleteri, soprattutto se tale pasto costituisce la nostra alimentazione di tutti i giorni.

Ad esempio non si può pensare che assumere un integratore possa annullare gli effetti negativi di una colazione quotidiana a base di cornetto e cappuccino quando il cornetto è di pessima qualità, come confermato dalla interminabile lista degli ingredienti (10-11 righe) in cui possiamo trovare elencati:

  • farine raffinate (tipo00)
  • zuccheri semplici (sciroppo di glucosio e fruttosio, saccarosio..) in grande quantità che nel complesso determinano un indice glicemico (IG) elevatissimo causa a sua volta di un picco insulinico che predispone ad una serie di patologie quali diabete mellito tipo2, obesità, malattie cardiovascolari, alcuni tumori, sindrome dell’ovaio policistico ecc..
  • grassi idrogenati: margarine, olio di palma e/o palmisto ( quest’ultimo contenente sino all’82% di acidi grassi saturi e considerato tra i peggiori alimenti dal punto di vista del rischio di cardiopatie).
  • Una lunga serie di additivi quali: emulsionanti ( mono e digliceridi degli acidi grassi), sui cui effetti collaterali negativi per la salute dell’uomo il dibattito è ancora in corso soprattutto a causa del fatto che possono dare origine ai famigerati acidi grassi “trans”, che danneggiano le membrane cellulari. Acidificanti (acido citrico e citrati di sodio), conservanti (sorbato di potassio), coloranti (beta-carotene), aromi ecc…
  • lievito chimico o lievito di birra in quantita’ eccessive
  • farciture (marmellate) con glucosio come primo ingrediente al posto della frutta


Non possiamo certo credere che esista una “pillola magica” che da sola possa annullare i danni che ogni giorno provochiamo al nostro organismo con un’alimentazione mal fatta ed uno stile di vita sedentario e disordinato

Facciamo invece un’alimentazione equilibrata e sana nella nostra quotidianità e lasciamo le preparazioni più elaborate ed i dolci, magari preparati con ingredienti genuini, per i giorni di festa.

Una dieta equilibrata fornisce una varietà di sostanze nutrizionali in quantità biologicamente ottimali rispetto alla loro assunzione in forma isolata.

Infatti gli studi scientifici dimostrano che specifici regimi alimentari o specifici tipologie di cibo, determinano migliori outcome di salute, rispetto al consumo di singoli micronutrieni o nutrienti.

L’effetto benefico di un alimento non è mai dato da una singola molecola, ma dalla combinazione e dall’azione sinergica delle molteplici sostanze in esso contenute.

pomegranate fruit

Se ad esempio un alimento ha una forte valenza antiossidante, perché contiene una particolare molecola con tali caratteristiche, andando a valutare la singola molecola isolata, l’effetto antiossidante sarà sempre inferiore rispetto a quello dato dalla molecola presente nella sua matrice alimentare ossia nell’alimento tal quale.

Le proprietà antiossidanti della melagrana (Punica granatum) per citare un alimento tipico della Dieta Mediterranea, non sono infatti dovute solo all’acido ellagico, principale composto fenolico presente nel frutto, ma all’azione sinergica di tutti i polifenoli presenti, della vitamina C, della pro vitamina A, di alcune sostanze presenti nei semi tra cui in primis l’acido punicico, della vitamina E e di vari microelementi quali il rame e lo zinco, quest’ultimo cofattore per moltissimi enzimi (più di 70, appartenenti a tutte le sei classi enzimatiche) tra cui la Zn/Cu superossido dismutasi (SOD) facente parte del sistema antiossidante endogeno dell’organismo.

Mangiando il frutto del melograno si ottengono molti altri benefici rispetto all’assunzione di un integratore di acido ellagico, che sono dovuti all’insieme delle innumerevoli sostanze presenti.

Le proprietà della melagrana sono infatti diverse: oltre all’attività antiossidante e antinfiammatoria, la melagrana aiuta anche la salute delle ossa e dei muscoli grazie al suo contenuto in calcio e alla presenza di un derivato dell’acido ellagico che interviene nella degradazione selettiva dei mitocondri difettosi; rinforza le difese immunitarie, aiuta a regolare i livelli di colesterolo, di glucosio nel sangue e la pressione arteriosa, prevenendo ipercolesterolemia, diabete mellito tipo 2, obesità ed il rischio cardiovascolare ad esse correlato. Migliora inoltre la flora batterica intestinale, grazie alla presenza della fibra.

Per il suo contenuto in estrogeni, la melagrana combatte la depressione, l’ansia, lo stress ed è da sempre utilizzata nella pratica ayurveda per aumentare la fertilità nelle donne.

Diversi studi sono stati condotti anche sull’olio di semi di melograno, particolarmente ricco in derivati degli acidi grassi pulinsaturi (PUFA’s) omega-3 e omega-6 quali soprattutto l’acido punicico il cui contenuto raggiunge il 65-85%.

L’acido punicico è un isomero dell’acido alfa-linolenico coniugato con un omega 5, contenente un sistema di 3 doppi legami coniugati.

Questo composto noto anche come super CLA, è risultato attivo nella sindrome metabolica, nel diabete mellito tipo 2, nell’aterosclerosi e nella cura della cute in diversi studi, grazie alle sue proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie.

Scegliamo quindi una super dieta come la Dieta Mediterranea, naturalmente ricca di super food, i cui benefici sono stati chiaramente dimostrati attraverso l’osservazione e la sperimentazione e non affidiamo la nostra salute ad una pillola di integratore alimentare che viene commercializzato senza alcun obbligo di dimostrarne l’efficacia e la sicurezza, ma solo quello di seguire una corretta applicazione della Good Manifacturing Practice (norme di buona fabbricazione), per garantire assenza di contaminazione microbiologica (virus, batteri, funghi..) o di sostanze tossiche.

L’equilibrio nella dieta nella sua interezza e nel nostro stile di vita è quello su cui dobbiamo puntare poiché è la migliore strada da percorrere per la conquista del benessere.

Bibliografia:

Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze

  • Aruna P., Venkataramanamma D., Singh A.K., Singh R.P., Health Benefits of Punicic Acid: A Review. Compr. Rev. Food Sci. Food Saf. 2016; 15: 16-27. https://doi.org/10.1111/1541-4337.12171
  • Bedel H.A., Turgut N.T., Kurtoğlu A.U., Usta C., Effects of Nutraceutical Punicic Acid. Indian J. Pharm. Sci. 2017; 79 (3): 328-334. https://doi.org/10.4172/pharmaceutical-sciences.1000234
  • Binyamin O., Larush L., Frid K., Keller G., Friedman-Levi Y., Ovadia H., Abramsky O., Magdassi S., Gabizon R., Treatment of a multiple sclerosis animal model by a novel nanodrop formulation of a natural antioxidant. Int J Nanomedicine. 2015; 10: 7165-7174. https://doi.org/10.2147/IJN.S92704
  • Koba K, Yanagita T., Chapter 108 – Potential Health Benefits of Pomegranate (Punica granatum) Seed Oil Containing Conjugated Linolenic Acid. [w:] Nuts and Seeds in Health and Disease Prevention, Academic Press, 2011. https://doi.org/10.1016/B978-0-12-375688-6.10108-2
  • Aviram M., Rosenblat M., Gaitini D., Nitecki S., Hoffman A., Dornfeld L., Volkova N., Presser D., Attias J., Liker H., Hayek T., Pomegranate juice consumption for 3 years by patients with carotid artery stenosis reduces common carotid intima-media thickness, blood pressure and LDL oxidation Clin. Nutr. 2004 Jun; 23 (3): 423-33 PMID: 15158307 DOI: 10.1016/J.clnu.2003.10.002