Ingredienti per 1 persona
- 70g di miglio decorticato
- ½ zucchina
- ½ carota
- 1 fetta di sedano rapa sbucciata
- 1 costa di sedano
- 1 rametto di rosmarino
- 2 rametti di timo
- 1 cucchiaino di salsa di soia ( del tipo senza alcool )
- olio extra vergine di oliva a crudo (EVO)
- 1 cucchiaio di semi di sesamo o 20 g di parmigiano tritato grossolanamente.
Preparazione
mettere in una pentola le verdure mondate, lavate e tagliate in grossi pezzi insieme
alle erbe aromatiche tritate e ad un’adeguata quantità di acqua per la preparazione di
un brodo vegetale per una persona.
Quando saranno cotte spegnere il fuoco e passare tutto al passaverdura o frullare con
un frullatore ad immersione in modo da ottenere un passato di verdura cremoso.
Al momento di preparare la polentina: riaccendere il gas e portare il passato ad
ebollizione, quindi versare il miglio precedentemente lavato e cuocere a fiamma
molto bassa per circa 35 minuti o poco più, sino a completo assorbimento dell’acqua
del passato.
Nelle fasi finali della cottura, prestare attenzione perché tende ad attaccare sul fondo.
Quando avrà raggiunto la consistenza di una polenta granulosa, spegnere la fiamma,
aggiungere i semi di sesamo, l’olio EVO, la salsa di soia e mescolare.
Versare la polentina in un piatto piano e gustare.
Se si vuole mettere del parmigiano al posto dei semi di sesamo, questo va aggiunto
invece sopra, una volta versata la polentina nel piatto.
Perchè fa bene
La polentina di miglio è un piatto storico del “cibo medicina” utilizzato sin
dall’antichità prima dell’avvento del mais in Europa con la scoperta dell’America nel
1492, quando purtroppo la coltivazione del miglio fu abbandonata in favore di quella
del mais ritenuta più produttiva e semplice da realizzare.
Ancora oggi nel centro storico di Verona vi è una targa in marmo del 1542 a ricordo
della distruzione di un raccolto di miglio causata da un’invasione di cavallette, che
dimostra l’importanza che tale cereale ha rivestito nei secoli passati in particolare
nell’Italia settentrionale.
Dal punto di vista delle caratteristiche botaniche, chimiche ed organolettiche, il
Panicum miliaceum (nome botanico della pianta) appartiene alla famiglia delle
graminaceae, ha chicchi dalla caratteristica forma a granello e viene consumato nella
forma decorticata, in quanto gli strati esterni sono estremamente coriacei.
Contrariamente a quanto avviene per gli altri cereali però, l’eliminazione dei
rivestimenti esterni non costituisce per il miglio una perdita di preziose sostanze,
perché questi non ne contengono una quantità rilevante.
Sotto il profilo nutrizionale 100 g di miglio contengono:
74 g di carboidrati, 11 g di proteine, 4,2 g di lipidi e 8,1 g di fibra.
Sono inoltre presenti vitamine del complesso B (B1, B2, B3, B5, B6), Vit.E, vit.K,
Folati (42,5% RDA) e sali minerali: calcio, ferro (3,1 mg), magnesio, fosforo, potassio,
zinco, rame, manganese, selenio (2,7 microgrammi).
Contiene inoltre una buona quantità di acido silicico che favorisce la produzione del
collagene (importante per la robustezza dei vasi sanguigni contro fragilità capillare
ed emorragie e per il tessuto connettivo di ossa, tendini, muscoli e legamenti) e di
sostanze antiossidanti quali acido ferulico ed ellagico, quercetina e catechine, utili
per contrastare gli effetti dei radicali liberi e nella prevenzione dei danni legati a
svariate patologie (diabete mellito, malattie autoimmuni, osteo-artriti ecc…).
Tali caratteristiche, unite alle proprietà alcalinizzanti, alla elevata digeribilità e al
potere nutritivo, fanno di questo cereale un alimento molto indicato contro stress,
stanchezza, negli stati influenzali e nella convalescenza oltre che nella Celiachia
essendo un cereale gluten free.